Albino Armani

abbinamento cibo vino

Sommario

Nell’abbinamento cibo vino alcuni sostengono che gli opposti si attraggono, altri che chi s’assomiglia si piglia: quando si tratta della tavola non ci sono regole precise, il gusto personale a volte la fa da padrone, ma se la concordanza tra calice e boccone è perfetta, le due metà si sublimano a vicenda in una festa per il palato. In questo articolo capiremo l’importanza e la delicatezza del rapporto tra cibo e vino e vedremo quali sono gli abbinamenti tra cibo e vino più azzeccati: scopriremo qual è il vino giusto per l’aperitivo e l’antipasto, il vino giusto da abbinare ai primi piatti, il vino giusto per i secondi piatti di pesce e il vino giusto per i secondi piatti di carne e per concludere il nostro pasto, il vino giusto da abbinare ai formaggi e il vino per i dolci.

 

L’arte dell’abbinamento cibo vino

Il rapporto tra il cibo e il vino è delicato e sensibile. Si tratta di una relazione non sempre felice, ma nell’attimo in cui si trova l’anima gemella accade la magia. Nell’abbinamento cibo vino la bottiglia deve intensificare le nuance della ricetta e viceversa: nessuno deve arrendersi all’altro, nemmeno invaderlo, deve esserci un reciproco sacrificio che si rivela una vittoria per entrambe le parti.

 

Esistono dei principi base che aiutano anche i meno esperti nel riconoscere l’accoppiata vincente.
Innanzitutto, vale la regola del contrasto. Spesso, contrapponendo alcune caratteristiche, si raggiunge un equilibrio gustativo ideale. La succulenza di varie ricette, soprattutto con condimenti sostanziosi e saporiti, va a braccetto con vini dalla spiccata acidità, che “sciacquano” il palato, o dal tannino vigoroso.

 

Allo stesso modo, anche la tendenza dolce del piatto si sposa a bottiglie dai sentori sapidi e briosi, mentre le sensazioni amaricanti di certe pietanze hanno bisogno di un accompagnamento più morbido.
Altre volte, come nel caso del dessert, il principio dell’assonanza è quello giusto da seguire: la dolcezza del vino è l’unica in grado di sostenere e supportare la dolcezza di un goloso fine pasto.

 

In generale, ci sono tre elementi fondamentali da tenere in considerazione quando si sceglie l’accompagnamento perfetto per un determinato menù:

  • territorio
  • tradizione
  • stagionalità.

 

Abbinare cibo e vino di una stessa zona, seguendo i valori, i gusti e i sapori che si tramandano di generazione in generazione e il corso del tempo e delle stagioni è la chiave per godere a pieno del miglior momento della giornata, quello passato a tavola.

 

Il vino giusto per l’aperitivo e l’antipasto: non solo bollicine

Spesso, prima ancora di sedersi a tavola, abbiamo la forte tentazione di spizzicare qualche manicaretto e sorseggiare un buon calice. Anche in questo primo attimo, nella gioia della convivialità, se i profumi e i sapori della pietanza e della bottiglia coincidono, si sommano senza sovrapporsi e il tutto acquista un luccichio particolare.
È facile lasciarsi tentare da uno spumante, dalle vivaci bollicine che da sempre sono sinonimo della spensieratezza che caratterizza il pre pasto, un grande classico, ma potrebbe essere sorprendente lasciarsi stupire anche da vini più originali ed eclettici.

 

Il vino giusto da abbinare all’antipasto di pesce

Per un antipasto a base di pesce, un rosato extra dry servito fresco a 10° eleva ed equilibra le note iodate della ricetta. Il Prosecco Rosé Albino Armani, in un ritornello aromatico e leggermente speziato, ha la complessità adatta a sostenere il piatto, senza stravolgere le sensazioni al palato, anzi ampliandole.

 

Il vino giusto da abbinare al prosciutto crudo e ai salumi

Un rosato leggero è il compagno ideale del prosciutto crudo, mentre per altri tipi di salumi e insaccati meglio optare per rosati freschi o rossi briosi e snelli.

 

Un azzardo che potrebbe incuriosire i palati vede questi alimenti abbinati a un calice di Casa Belfi Naturalmentefrizzante Rosso, servito a 10-12 °C. Il suo tannino energico ma fresco e la bollicina fine sono l’ideale per non prevaricare, soprattutto in coppia con gli affettati.

 

Il vino giusto da abbinare ad antipasti di carni magre

Un bianco secco dalla tenue componente acida potrebbe rivelarsi un ottimo matrimonio per un antipasto che comprende carni magre. Il sorso intrigante del Pinot Grigio Corvara, la delicatezza della menta e della salvia, il sentore di lime e pera, esaltano antipasti con protagonisti pollo o tacchino, ancor di più se arricchiti da erbe aromatiche.

 

Il vino giusto da abbinare alle ostriche

Se invece si preferisce aprire il pasto con un raffinato piatto di ostriche, uno spumante Metodo Classico e la sua eleganza sono l’opzione più adatta.

 

L’intreccio di Chardonnay e Pinot Nero, il lungo riposo sui lieviti e le sottili nuance di pane e miele dello spumante Clè sostengono l’importanza della pietanza. Acidità e persistenza del perlage accarezzano il palato, coinvolgendo in un passo a due il gusto marino delle ostriche.

 

Il vino giusto da abbinare alle verdure in pinzimonio

Il profumo di un delicato calice di bollicine rosate diventa complice delle verdure in pinzimonio. Gli aperitivi estivi giovano di spumanti in cui i contrasti di sapori sono raffinati e sapientemente dosati.

 

Il Rosé Spumante Albino Armani, gustato fresco a 8°, accompagna ma non domina la semplicità delle verdure, assaporate nella loro naturalezza.

 

Primi piatti e calici sorprendenti: il vino giusto da abbinare ai primi piatti

Ogni buongustaio sa che il cavallo di battaglia della cucina italiana sono i primi piatti. Dalla pasta, alle minestre, ai risotti: per essere gustata a pieno la portata più amata va consumata con il giusto accompagnamento, in modo da ampliare la soddisfazione delle papille gustative.

 

Il vino giusto per i piatti di pasta

Il carisma del vino non può sovrastare eccessivamente un primo piatto a base di pasta, ma deve “passeggiare” allo stesso ritmo della pietanza. Un calice di rosso giovane e brioso è la soluzione ottima: il sorso vibrante del Valpolicella Classico Superiore Egle, servito a 14°, e una forchettata di spaghetti al pomodoro o pappardelle al ragù creano al palato un’alchimia di percezioni.

 

Il vino giusto per le minestre

La fluidità delle minestre, dei brodi, passati, creme e zuppe si fonde a vini dalle movenze morbide, il cui effetto avvolgente abbraccia il gusto e accompagna le sensazioni. Un rosato fermo e delicato sa sorprendere in coppia con minestre di ogni genere: tra i 12° e i 14° le lievi note minerali e il tannino presente ma “educato” del Rosé Albino Armani, con i suoi toni di frutti rossi e la sapidità finale, diventa la metà esatta delle vellutate.

 

Il vino giusto per il risotto

Il risotto, con spesso una componente dolce, va accompagnato a bottiglie vivaci, dalle spiccate briosità e acidità. Degustato a 8°, il Casa Belfi Anfora e la sua divertente sapidità gioca con la tendenza morbida della pietanza. In particolare, i risotti marinari giovano del persistente perlage di questo vino, che con le sue sfumature agrumate e leggermente affumicate rende ogni sorso accattivante.

 

Sapidità e acidità: il vino giusto per i secondi piatti di pesce

Vino bianco con il pesce, si sa. Affidarsi ai cliché è di frequente la scelta vincente: il sapore salmastro e iodato della ricetta è bilanciato dall’acidità di vini bianchi, dalla loro freschezza e inna-ta leggerezza.

 

Il vino giusto da abbinare al pesce alla griglia e alla frittura di pesce

Per piatti di pesce cucinati alla griglia o le più sfiziose fritture miste, un bianco di carattere, tra i 10° e i 14°, è la soluzione giusta. I migliori grappoli, selezionati durante la vendemmia, esprimono nel Pinot Grigio Colle Ara sfumature di melograno e pesca, mantenendo una struttura importante in grado di sostenere un secondo piatto estivo, ma di carattere.

 

Il vino giusto da abbinare ai frutti di mare crudi

Il complice di un crudo di pesce è un bianco aromatico di buon corpo, che esalta i sapori iodati della pietanza senza invadere il loro spazio. Servito fresco, il Gewürztraminer Crosano e le sue fragranze di rosa e frutta tropicale sposano le migliori crudités di crostacei e molluschi.

 

Il vino giusto da abbinare ai frutti di mare cotti

Un sorso di vino bianco dalle spiccate note fruttate è, invece, l’anima gemella dei frutti di mare cotti. I profumi di frutta a polpa bianca, noci e mandorle dello Chardonnay Capitel intrigano il palato, in un duetto di gusto tra il piatto e il calice.

 

Il vino giusto da abbinare al pesce al cartoccio o in umido

Per le preparazioni di pesce al cartoccio o in umido un vino di medio corpo e struttura è l’ideale. Il finale minerale del Casa Belfi Bianco, naturale, non filtrato, sostiene il sapore tenue ma allo stesso tempo deciso del pesce. Tra i 10° e i 12°, un calice di questo nettare “velato” saprà stupire.

 

Bottiglie di carattere: il vino giusto per i secondi piatti di carne

I secondi piatti di carne prediligono vini piuttosto laboriosi, robusti, a volte eccentrici. Dai bianchi ai rossi, dalla tradizione alla biodinamica, è interessante lanciarsi in accostamenti sia classici che, alle volte, più azzardati, per giocare con l’appetito e il gusto.

 

Il vino giusto da abbinare alle carni bianche

Le carni bianche — tra cui pollo, tacchino e coniglio — sposano i migliori vini bianchi di corpo. Il sorso elegante e minerale, piacevolmente equilibrato e dalla spiccata freschezza del Friulano, sa sorprendere il palato. Le sue sfumature di mandorla e di frutta a polpa bianca sono naturali e sincere, perfette per secondi piatti delicati.

 

Il vino giusto da abbinare alle carni rosse

Per quanto riguarda invece le carni rosse, la scelta ricade indubbiamente su una bottiglia dalla struttura più importante. Per il vitello si può optare per un rosso giovane, mentre il maiale predilige un vino di medio corpo, infine manzo e agnello amano i rossi più corposi. I profumi tostati e speziati del Refosco dal peduncolo rosso, gustato tra i 16° e i 18°, il tannino “domato” dal passaggio in botte, diventa compagno ideale alle carni rosse.

 

Il vino giusto da abbinare alla carne alla griglia

Un rosso vigoroso di medio invecchiamento è il complice di grigliate miste di carne, ancor meglio se animato da un periodo di affinamento in legno che ne aumenti la complessità. L’intrigante insieme di aromi del Foja Tonda ha una piacevole essenza selvatica e rustica che supporta il carattere genuino della pietanza.

 

Il vino giusto da abbinare alla selvaggina

Il vino giusto da abbinare alla selvaggina, saporita e sostanziosa, deve possedere una ricca componente alcolica e tannini vigorosi, che asciugano il palato e stemperano le sensazioni avvolgenti della ricetta. Un rosso di buon corpo, come il Valpolicella Classico Superiore Ripasso, dal sorso pieno e avvolgente, si unisce a queste preparazioni succulente in un abbraccio di gusto.

 

Il vino giusto da abbinare alle frattaglie

Le frattaglie vanno sapientemente accompagnate a un vino rosso fermo di media struttura, che ne esalti le caratteristiche componenti. Il Pinot Nero Santa Lucia dialoga in maniera eccellente con le interiora: il sottobosco e i frutti rossi del suo profumo hanno la giusta struttura per accompagnare secondi piatti originali e a volte difficili.

 

Il vino giusto da abbinare ai bolliti misti

Infine, la carne lessata, dopo una lunga e lenta cottura, ha bisogno del supporto di un vino rosso brioso e fresco. Le spezie scure, la forza e la dinamicità del Casa Belfi Rosso incuriosiscono il palato, bilanciando con spontaneità il sapore del bollito misto.

 

Accoppiate vincenti: il vino giusto da abbinare ai formaggi

Come impone la tradizione, un pasto va terminato con almeno una scaglia di formaggio. Ma la domanda sporge spontanea, cosa accompagnare ai prodotti caseari? Serve valorizzare e atte-nuare le loro sfumature con un vini bianchi e rossi, dai più vivaci ai più corposi, per elevare questo piccolo ma grande piacere.

 

Il vino giusto per i formaggi freschi

Per formaggi morbidi e cremosi — tra cui Robiola, Crescenza, Stracchino, Squacque-rone, ma anche Brie, Mascarpone o Créme fraîche —, delicati per natura, si suggeriscono vini briosi e lievi. Un bianco giovane di discreto corpo, con un bouquet ricco di nuance vegetali, potrebbe essere la scelta giusta. Il gradevole retrogusto minerale del Sauvignon Campo Napoleone, definito e armonioso, il fiore di sambuco e la foglia di pomodoro, ben si accorda-no a formaggi freschi.

 

Il vino giusto per i formaggi erborinati

La sostanza dei formaggi erboranti — come Gorgonzola, Stilton, Roquefort — si lega come per magia a rossi ammorbiditi da un passaggio in legno, in cui il tannino è “addomesti-cato” e più gentile. Un sorso di Nera dei Baisi intriga con i sentori di ciliegia, lampone e fra-gola, equilibrando la ricchezza del formaggio erborinato.

 

Il vino giusto per i formaggi stagionati

Grana Padano, Pecorino Romano, Monte Veronese, Parmigiano Reggiano: la lunga sta-gionatura e la potenza gustativa di cui giovano questi formaggi hanno bisogno di un rosso corposo, importante, determinato, con un tannino dolce. L’Amarone della Valpolicella e la sua persistenza nel finale, se degustato tra i 14° e i 16°, sposano l’intensità di sapore dei formaggi stagionati.

 

Il vino giusto per i formaggi piccanti

Il vino da abbinare ai formaggi piccanti, dal gusto pronunciato — come il Provolone —, è un rosso morbido con ricordi fruttati, in cui la sinuosa parte alcolica si sposa con la pic-cantezza. Il bouquet caratteristico di profumi di violetta e prugna del Marzemino Camboni è l’ideale: un formaggio piccante, accostato a marmellate o mostarde agrodolci, si esalta con un calice di questo rosso trentino.

 

Chiudere in bellezza: il vino giusto da abbinare ai dolci

Terminare un pasto con un buon dolce è una delizia per il palato. Per fare in modo che que-sto finale sia degno di una standing ovation, nulla deve essere lasciato al caso.

 

La regola della similitudine è qui fondamentale: la dolcezza del vino si adagia sul gusto del dessert come la mano di una madre che accarezza il suo bambino, delicata e confortevole. In particolare, come vuole la tradizione, la pasticceria secca giova di un calice di Recioto della Valpolicella, dai morbidi sentori di frutta rossa matura e caffè.

 

Se ci si vuole concedere una vera e propria coccola, il consiglio è quello di assaporare un piccolo quadrato di cioccolato fondente e Amarone della Valpolicella Riserva Cuslanus: la netta personalità dei due sapori renderà questo attimo indimenticabile.

 

La frutta e la dolcezza: il vino giusto da abbinare alla frutta

La leggerezza estiva di una macedonia di frutta fresca potrebbe trasformarsi nella squisita al-ternativa a un dessert. L’eclettico sorso e i profumi agrumati di un vitigno aromatico sono pe-culiarità che conducono, insieme ad arance, fragole, mele o pesche, un viaggio sensoriale. Un calice di Moscato, dalla docile dolcezza, accompagna la frutta con profonda sensibilità.

 

La bottiglia perfetta sa animare qualsiasi ricetta, dalla più semplice alla più sontuosa, sollecitando un turbinio di sensazioni. L’accostamento tra il primo boccone e il primo sorso, il loro equilibrio di sapori, è fondamentale per stupire a ogni assaggio.

 

L’obiettivo di un abbinamento azzeccato è elevare le sensazioni, permettere che il de-siderio e la gioia di gustare l’uno richiami quello di assaporare l’altro. Se il matrimonio è riu-scito, le componenti della pietanza e del calice si fondono, si affievoliscono in un primo istante per poi riproporsi in vesti sempre nuove e sorprendenti.