Il richiamo della montagna nel grande Nord Est del vino
Il sito quotidiano.net, sezione Itinerari, pubblica un articolo dedicato alla cantina Albino Armani e agli assaggi dei suoi vini Valpolicella Classico Superiore Egle 2020, Amarone Cuslanus 2016, Pinot Nero Santa Lucia 2020 e ll Trentodoc Clé.
Gente di montagna, vini di montagna o comunque sempre di alta collina. Più che una filosofia è uno stile di vita (e di produzione) di Albino Armani , famiglia di viticoltori da 400 anni . Oggi sono cinque le tenute firmate AA per un totale che sfiora i 400 ettari di vignadislocati tutti nel grande Nord Est del vino, tra Veneto, Trentino e Friuli-Venezia Giulia.
La storia inizia nella Vallagarina trentina, precisamente il 7 dicembre 1607, quando Domenico Armani firmò un documento notarile (oggi custodito presso l’Archivio Storico di Trento) che gli consegnava i terreni con “arbori e vigne” appartenuti al padre Simone. La storica proprietà a Dolcè, in Valdadige, è affiancata da altre tenute in Veneto, inclusa la Valpolicella Classica e la Marca trevigiana.
“Io sono di questa valle. Come un sasso, come una pianta, sono legato a questa terra. Non conosco un altrove se non per ritornare, è naturale. Qui ci si educa, dal silenzio delle piccole cose, a stare al proprio posto, a fare ciò che si deve fare”, scandisce Albino.
La montagna come investimento nella qualità ma anche come scelta di resilienza umana, sostegno alle comunità locali che vivono in territori fragili. “I miei vini sono in continuità con la cultura contadina di montagna, persone che guardano al lavoro con dedizione ed etica, al di là delle mode del momento”.
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