Albino Armani

Egle Capilupi ha raccontato a Cristina Gambarini, in un’intervista dedicata alla zona alta della Valpolicella, la filosofia della realtà Albino Armani, la scelta della viticoltura a quote elevate e il sogno della cantina a Marano, struttura integrata nell’ambiente e aperta al pubblico.

 

La storia della realtà Albino Armani

Il pensiero alla base della cantina si fonda su valori condivisi: la storia è collettiva e l’azienda porta il nome di una famiglia che ha saputo intrecciare tradizione e innovazione nel rispetto del territorio.

 

Egle Capilupi, ambasciatrice del brand dal 2000, è, insieme ad Albino Armani, una figura chiave nella diffusione della filosofia dall’approccio umanistico che guida l’azienda nel settore. Il lavoro della cantina si basa sulla valorizzazione e condivisione di valori sia nelle relazioni umane, sia nei rapporti commerciali.

 

Il suo lavoro sui mercati esteri strategici e il suo impegno nell’enoturismo hanno contribuito a far conoscere i paesaggi e le eccellenze della Valpolicella e della Valdadige. Egle presta anche il nome a uno dei vini più apprezzati: il Valpolicella Classico Superiore, espressione fedele del territorio e perfettamente in linea con i valori.

 

La scelta di Marano e la viticoltura in alta quota 

Uno dei progetti più cari a Egle e Albino è la cantina di Marano, in Valpolicella, a oltre 500 metri di altitudine. In questo territorio si raggiungono, infatti, i terrazzamenti più alti dell’areale, con le tipiche vigne allevate a pergola veronese sui muretti a secco, le cosiddette marogne. Questa decisione imprenditoriale riflette la volontà di dare uno stile assolutamente identificativo ai vini prodotti in quest’area, con caratteristiche di freschezza e croccantezza.

 

L’importanza della Valpolicella e della Valdadige 

Per Egle, la Valpolicella e la Valdadige sono le due anime della famiglia Armani. 

 

Da una parte, la Valpolicella rappresenta la storia di un amore a prima vista, nato da giornate in famiglia scandite da gite in bicicletta, che ha reso casa questa parte di Valpolicella. Marano, con i boschi e la natura incontaminata, è diventato un luogo del cuore per Egle. Il sogno si realizza con la costruzione di una cantina integrata perfettamente nel paesaggio circostante, un esempio di architettura sostenibile che rispetta l’ambiente.


Dall’esterno dello spazio, inoltre, si raggiunge una zona verde aperta e accessibile a tutti, con un laghetto riqualificato. I vitigni tradizionali di questa zona della Valpolicella, come Corvina, Corvinone e Rondinella, sono stati scelti vent’anni fa per vinificare a Marano.

 

Dall’altra, la Valdadige, dove l’azienda ha mosso i primi passi e dove ha recuperato un vitigno autoctono, il Casetta (o Foja Tonda in dialetto). Oggi simbolo della  viticoltura del luogo, il Casetta è stato uno dei primi quattro vini imbottigliati e etichettati in azienda, già nei primi anni Novanta.

 

Leggi l’intervista completa: https://www.linkiesta.it/2024/09/dove-mangiare-bere-valpolicella-autentica