Trento Doc Clé Riserva 2016 Dosaggio Zero di Albino Armani, l’anima delle Alpi
Clé Riserva: solo mille le bottiglie prodotte per questo vino, che porta con sé tutta la complessità della lunga sosta sui lieviti e dove Chardonnay e Pinot nero si fondono con eleganza in una fiera bollicina di montagna.
articolo di Italia a Tavola.
Curiosità e voglia di mettersi in gioco. Sono i dictat che da oltre 400 anni spingono la famiglia Armani a non fermarsi, ad andare oltre per scoprire frontiere sempre nuove dell’enologia, soprattutto quando applicata ai territori di montagna. Un tema, la viticoltura in quota e in contesti alpini, che a tutti gli effetti rappresenta il comune denominatore di tutta la produzione – unicamente triveneta – firmata Albino Armani 1607. La nuova avventura, presentata da Albino Armani al pubblico internazionale della 55a edizione del Vinitaly, che si è svolto dal 2 al 5 aprile a Verona, vede protagonista il Monte Baldo, il massiccio montuoso ancora veneto che apre le porte al Trentino e che da milioni di anni domina la Vallagarina, una terra che rappresenta l’anello di congiunzione tra culture e territori contigui ma molto diversi, pianura e montagna, casa di quelle varietà autoctone ancestrali come il Foja Tonda e la Nera dei Baisi che oggi possiamo ancora apprezzare grazie al grande lavoro di recupero che Armani iniziò alla fine degli anni ’80.
Per Federico Armani, marketing manager di Albino Armani: «Quest’anno siamo particolarmente soddisfatti dell’edizione 2023 di Vinitaly, in cui abbiamo cercato nuovi modi di raccontare quello che per noi è l’altura, che rappresenta il dna dal 1607 del lavoro che facciamo. Quest’anno siamo tornati con un grande classico che per noi è il Trento, lo spumante Clé, che da sempre è uno dei prodotti più appprezzati della linea.
Quest’anno ci siamo mossi su 60 mesi di riserva sui lieviti, mentre il Cle tradizionale è sui 36 mesi per darci la possibilità di raccontare ancora una volta la nostra interpretazione della montagna e dell’altura. Abbiamo anche presentato le ultime annate: i 2022 dei nostri bianchi, che spaziano dal Trentino al Veneto al Friuli, con diverse interpretazioni internazionali, ma anche di tantissimi vitigni autocnoni che quest’anno sono tornati a essere molto interessanti per il trade. Il 2023 sarà un anno molto interessante. Il futuro di Albino Albani? Abbiamo 400 anni alle spalle e ci auguriamo ce ne siano altrettanti davanti a noi».
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Si parla del Clé Riserva anche su Agenfood.it, su L’Adigetto, su Convivum, su I piaceri della vita.