Nella valle dell’Adige la storia della famiglia Armani
Su Wine&TheCity, Irene Bernabò Silorata intervista Albino Armani.
Oltre quattrocento anni nelle terre del Veneto, Trentino Alto-Adige e Friuli Venezia Giulia tra vigne, botti, passione e duro lavoro che, nel tempo, hanno dato vita a vini ed etichette pregiate elogiate anche dalla critica di settore. La cantina della famiglia di Albino Armani è anche, e soprattutto, lo specchio di un territorio e delle persone che lo vivono e lavora sempre con un occhio puntato allo sviluppo sostenibile.
Il tuo vino del cuore tra quelli prodotti e perché
Oggi la mia attenzione è soprattutto rivolta al Pinot grigio, un’uva straordinaria legata a doppio filo al mio territorio di produzione – Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia – che a mio avviso andrebbe maggiormente valorizzata da parte della critica e del consumatore internazionale. Il Pinot grigio non rappresenta solo la varietà che, in generale, ha maggiormente contribuito al successo mondiale dei bianchi del Nordest italiano e al successo della mia azienda in particolare.
Ciò che più amo è la sua capacità di farsi interprete delle peculiarità territoriali di questa regione vinicola: il Pinot grigio è una vera e propria bandiera di questa terra, capace di esaltarne tutti i particolari descrittori. Non è un caso che il nostro Pinot grigio sia facilmente riconoscibile per la sua freschezza ed eleganza rispetto a tutte le altre produzioni mondiali della varietà. Il mio rispetto e la mia attenzione nei confronti del Pinot grigio precedono di molti anni la creazione del Consorzio di Tutela Pinot grigio DOC delle Venezie, di cui sono Presidente, e hanno origine circa quarant’anni fa, quando decisi di intraprendere la carriera di produttore nella mia Vallagarina.
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