Albino Armani Viticoltori dal 1607: custodi della storia e della cultura vinicola del Nord-Est
Sommario
Le radici della realtà Albino Armani affondano nel fertile terreno della Vallagarina, una zona ancora oggi poco conosciuta che funge da ponte tra il Veneto e il Trentino.
Sin dal 1607, la famiglia Armani ha preso parte attiva in questo racconto, coltivando con passione le vigne e trasformandosi nel tempo in un vero e proprio simbolo del territorio. Generazione dopo generazione, gli Armani hanno mantenuto vivo l’ardente spirito di appartenenza, diventando custodi della storia e della tradizione vinicola della Valle dell’Adige.
“Io sono di questa valle. Come un sasso, come una pianta, appartengo a questa terra. Una terra che proprio sull’antica componente agricola e sul saper fare – approccio che ancora oggi caratterizza ogni aspetto aziendale e produttivo – ha fondato la propria ricchezza.”
– Albino Armani
Storia vinicola di Albino Armani tra la tradizione, il paesaggio e la cultura del territorio
Per quattro secoli, la storia, la cultura e la dedizione hanno plasmato l’essenza della realtà vitivinicola. Per lo stesso Albino Armani, il vino va ben oltre la definizione di bevanda; è un connubio di storia, identità, tradizione, cultura e paesaggio. Questi elementi costitutivi vanno rispettati, valorizzati e preservati come parte integrante del tessuto sociale e culturale. Il profondo legame con la Valle dell’Adige riflette la consapevolezza che la terra è un patrimonio da custodire e valorizzare.
La valorizzazione del territorio secondo Albino Armani
“Per abbracciare appieno il concetto di sostenibilità, è essenziale sentirsi parte integrante del territorio”
– Albino Armani
Le decisioni degli agricoltori, e di coloro che traggono reddito dalla propria terra, giocano un ruolo cruciale nella valorizzazione del territorio stesso.
Infatti, Albino Armani si è sempre attivato personalmente per valorizzare e custodire la terra che rappresenta. Mantenere un atteggiamento responsabile in ogni fase produttiva e adottare una visione olistica della sostenibilità ambientale sono imperativi. Questa visione abbraccia la salvaguardia e il sostegno attivo dell’intero territorio, obiettivo comune di coloro che condividono e abitano lo stesso luogo.
L’ideale della realtà Albino Armani è di costruire un futuro sostenibile, dove la qualità del vino sia il risultato tangibile di una profonda conoscenza e di una responsabilità umana.
30 anni di impegno per la salvaguardia delle varietà ancestrali della Vallagarina
Da oltre trent’anni, la famiglia Armani si impegna nella ricerca, selezione e salvaguardia di varietà ancestrali autoctone della Vallagarina, a rischio di estinzione.
L’obiettivo di questo lavoro, lungo e appassionato, è di restituire identità a questa ricca “terra di mezzo”. Un esempio tra queste varietà è il Casetta, conosciuto localmente come Foja Tonda e storicamente coltivato nei territori di Dolcè, Ala e Avio, e la Nera dei Baisi.
Nasce così la Conservatoria, un vigneto che accoglie al suo interno 13 varietà locali oggetto di studio e protezione. Questa iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione con istituti di ricerca di prestigio come la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige. I risultati di questo impegno sono stati significativi: dal 2002, il Foja Tonda è stato reintegrato tra i vitigni autorizzati alla coltivazione, con inclusione nel catalogo nazionale delle viti, mentre dal 2007 è stato riconosciuto come DOC Terra dei Forti.
Anche il progetto “Terre di Plovia” nell’Alta Grave Friulana testimonia l’impegno per le varietà autoctone e il rispetto per il territorio.
Conclusione
Un racconto di passione per il vino, rispetto del territorio e ricerca delle varietà autoctone. Albino Armani porta avanti con orgoglio e passione l’eredità familiare, il valore del lavoro nella terra e il rispetto per le radici.
Scopri di più sulla nostra storia e sui progetti di salvaguardia delle varietà autoctone.
Fonte L’Adigetto: