Albino Armani

vigneti Albino Armani - Trento doc Clé

Clé Riserva: solo mille le bottiglie prodotte per questo vino, che porta con sé tutta la complessità della lunga sosta sui lieviti e dove Chardonnay e Pinot nero si fondono con eleganza in una fiera bollicina di montagna.

articolo di Italia a Tavola.

 

Curiosità e voglia di mettersi in gioco. Sono i dictat che da oltre 400 anni spingono la famiglia Armani a non fermarsi, ad andare oltre per scoprire frontiere sempre nuove dell’enologia, soprattutto quando applicata ai territori di montagna. Un tema, la viticoltura in quota e in contesti alpini, che a tutti gli effetti rappresenta il comune denominatore di tutta la produzione – unicamente triveneta – firmata Albino Armani 1607. La nuova avventura, presentata da Albino Armani al pubblico internazionale della 55a edizione del Vinitaly, che si è svolto  dal 2 al 5 aprile a Verona, vede protagonista il Monte Baldo, il massiccio montuoso ancora veneto che apre le porte al Trentino e che da milioni di anni domina la Vallagarina, una terra che rappresenta l’anello di congiunzione tra culture e territori contigui ma molto diversi, pianura e montagna, casa di quelle varietà autoctone ancestrali come il Foja Tonda e la Nera dei Baisi che oggi possiamo ancora apprezzare grazie al grande lavoro di recupero che Armani iniziò alla fine degli anni ’80.

 

Trento doc Clé Riserva

 

Per Federico Armani, marketing manager di Albino Armani: «Quest’anno siamo particolarmente soddisfatti dell’edizione 2023 di Vinitaly, in cui abbiamo cercato nuovi modi di raccontare quello che per noi è l’altura, che rappresenta il dna dal 1607 del lavoro che facciamo. Quest’anno siamo tornati con un grande classico che per noi è il Trento, lo spumante Clé, che da sempre è uno dei prodotti più appprezzati della linea.

 

Quest’anno ci siamo mossi su 60 mesi di riserva sui lieviti, mentre il Cle tradizionale è sui 36 mesi per darci la possibilità di raccontare ancora una volta la nostra interpretazione della montagna e dell’altura. Abbiamo anche presentato le ultime annate: i 2022 dei nostri bianchi, che spaziano dal Trentino al Veneto al Friuli, con diverse interpretazioni internazionali, ma anche di tantissimi vitigni autocnoni che quest’anno sono tornati a essere molto interessanti per il trade. Il 2023 sarà un anno molto interessante.  Il futuro di Albino Albani? Abbiamo 400 anni alle spalle e ci auguriamo ce ne siano altrettanti davanti a noi».

 

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Si parla del Clé Riserva anche su Agenfood.it, su L’Adigetto, su Convivum, su I piaceri della vita.