Le sfide della denominazione Pinot Grigio per il 2025
Sommario
Il Pinot Grigio è la denominazione più estesa d’Italia con 27 mila ettari di vigneti e 6.141 viticoltori tra Veneto, Friuli e Trentino.
Il Pinot Grigio, con oltre 27.000 ettari di vigneti coltivati e una produzione annua di 230 milioni di bottiglie, rappresenta la più grande denominazione vinicola italiana. Questa vasta estensione coinvolge 6.141 viticoltori distribuiti tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino, con 371 imprese di imbottigliamento per complessivi 230 milioni di bottiglie all’anno.
Recentemente al Castello di Udine, il terzo Congresso del Consorzio DOC Delle Venezie ha riunito istituzioni, imprese e stampa per confrontarsi su temi strategici per il futuro della denominazione e del settore vitivinicolo nazionale.
Il Consorzio DOC Delle Venezie, che tutela questa eccellenza, guarda al futuro con ottimismo, nonostante le difficoltà che il settore vinicolo sta affrontando a livello globale. La sfida principale consiste nell’adattarsi a un contesto in continua evoluzione, caratterizzato da cambiamenti climatici, variazioni nei consumi e crescente attenzione alla sostenibilità.
Albino Armani ha parlato delle sfide per il prossimo anno: territorio, sostenibilità, turismo
Moderati dal giornalista Lorenzo Tosi, il presidente del Consorzio DOC Delle Venezie Albino Armani ha introdotto i temi della giornata, a iniziare dalle riflessioni che derivano dalla recente riforma delle Indicazioni Geografiche e, in tal senso, dal nuovo ruolo dei Consorzi di tutela definito dal regolamento europeo.
Armani ha presentato la sua visione per il futuro e ha evidenziato l’importanza di un nuovo approccio, volto all’apertura a nuove tematiche che includano la valorizzazione del territorio, la sostenibilità e lo sviluppo del turismo enogastronomico.
“Dovremo abituarci a prenderci cura di temi e responsabilità che in passato non erano nel nostro raggio d’azione – ha detto Armani – per noi del Consorzio DOC Delle Venezie la parola chiave del prossimo futuro sarà “apertura”. Bisognerà pensare ad una rivisitazione della filosofia finora adottata per aprirci a istanze nuove che riguardano diversi aspetti del territorio, come sostenibilità e turismo.”
Stefano Sequino: “Apriamo le porte ai vitigni resistenti”
Stefano Sequino, direttore del Consorzio DOC Delle Venezie, ha sottolineato il potenziale della recente riforma delle Indicazioni Geografiche, che rappresenta una nuova opportunità per i Consorzi. Sequino ha richiamato l’attenzione sulla necessità di garantire un reddito equo per i produttori, adottando misure concrete volte alla stabilizzazione del mercato e al rafforzamento della redditività del settore.
“È fondamentale considerare l’apertura ai vitigni resistenti, un’opportunità che potrebbe portare importanti vantaggi in termini di sostenibilità ambientale.
“…in Italia abbiamo un quadro normativo considerato un modello, ma occorre andare avanti, mediante l’adozione di modifiche alla disciplina interna, per consentire la concreta applicazione della regolamentazione europea. È il caso, ad esempio, dell’apertura ai vitigni resistenti per la produzione di vini a denominazione di origine, una strada in linea con i principi di rafforzamento della sostenibilità ambientale indicati dalla PAC, una possibilità da valutare sotto il profilo tecnico, ma comunque oggi bloccata dall’attuale impostazione del Testo unico del vino.”
Gli strumenti per rafforzare il mercato e il ruolo dei Consorzi di tutela
Paolo De Castro, relatore della riforma delle Indicazioni Geografiche a Bruxelles, ha evidenziato come il nuovo quadro normativo offra strumenti importanti per consolidare il mercato e il ruolo dei Consorzi di tutela, considerando che in Italia l’economia DOP genera oltre 23 miliardi di euro all’anno.
Riccardo Ricci Curbastro, Presidente di EFOW (European Federation of Origin Wines) ha ricordato come la riforma delle Indicazioni Geografiche riconosca la loro identità culturale come risorsa chiave dell’UE. Ha inoltre ribadito il potenziale di regolamentare le pratiche commerciali scorrette e di migliorare la gestione dell’offerta per garantire la stabilità del mercato.
Infine, come il modello del Pinot Grigio DOC Delle Venezie si distingue per la capacità di aggregazione, elemento cruciale per raggiungere obiettivi comuni.
Luca Rigotti: “Pesano i maggiori costi per le imprese e i cali di marginalità”
Luca Rigotti, Presidente del Gruppo Vino Copa Cogeca ha sottolineato l’importanza del gruppo di alto livello come occasione di confronto per delineare un futuro concreto per il settore vitivinicolo europeo. In luce del cambiamento nelle tendenze di consumo, ha inoltre evidenziato la necessità di un dialogo più efficace tra Consorzi e istituzioni che insieme possono svolgere un ruolo cruciale nelle problematiche che interessano l’ambito agricolo attualmente in crisi, tra cui maggiori costi per le imprese e cali di marginalità.
“Una criticità che è stata portata di recente all’attenzione nel gruppo di alto livello riguarda gli eventi estremi dovuti al cambiamento climatico che sono sotto gli occhi di tutti e che, oltre a compromettere le attività agricole, portano ad un aumento dei premi assicurativi. È doveroso pensare a soluzioni da proporre nel prossimo futuro.”
Fonti