Albino Armani

Risparmio energetico in viticoltura, risparmio energia in cantina e in vigna

Il risparmio energetico in viticoltura, dalla campagna alla cantina, è un tema di estrema attualità. La corsa verso una conversione green e la ricerca di soluzioni che possano garantire efficienza energetica sono attività ormai consuete. Così come il singolo individuo può contribuire alla riduzione degli sprechi energetici spegnendo gli interruttori, anche la viticoltura riesce oggi ad adottare soluzioni anti-spreco, ottimizzando le lavorazioni e potenziando la propria produttività in ottica virtuosa.

 

In occasione della giornata internazionale del risparmio energetico, celebrata il 18 febbraio, vi raccontiamo qualche retroscena delle pratiche che adottiamo per ridurre il nostro impatto sulla natura e offrire un’eredità valida e rispettosa alle future generazioni.

 

Interventi in vigna: cosa fare per il risparmio energetico

L’efficienza energetica comincia tra i filari. Il rispetto dell’equilibrio vegetativo delle piante e della terra si amplifica nella volontà di abbattere l’utilizzo di energia già nel vigneto.

Innanzitutto, un cambiamento sostenibile in termini di risparmio energetico è legato a doppio filo alla gestione ottimale delle risorse idriche. La vite ha sete, necessita di mettere le radici in un ecosistema adeguato, per cui un punto di partenza consiste nella scelta del terroir e dell’area climatica corretta in cui piantare: la bilanciata piovosità del nord-est italiano rende il Triveneto un territorio simbolo nel consentire una riduzione e minor spreco idrico. Di conseguenza, abbiamo la fortuna di dover ricorrere all’irrigazione solo in situazioni d’emergenza a causa di fenomeni di siccità stagionali. Il soccorso che adottiamo è passato da quello a “scorrimento” alla “subirrigazione” o ai sistemi “a goccia”. Una transizione, questa, che snellisce gli interventi irrigui indirizzando l’acqua ai piedi dei filari e abbattendo il fabbisogno energetico che comporterebbe l’impiego di pompe.

 

In campagna, i nostri metodi agricoli mirano a ridurre la potenza e il dispendio grazie a mezzi poco impattanti. Per i trattamenti o la vendemmia meccanica, i macchinari hanno una copertura di tre filari ad ogni passaggio, garantendo un minor impiego di carburante ed energia e, allo stesso tempo, un più ampio raggio d’azione, vantaggioso quanto a risparmio di tempo e di consumi.

 

Investimenti in tecnologia: quando inizia il risparmio energetico in cantina

Gli investimenti in tecnologia della cantina Armani sono stati corposi. Oltre ad evo coperta una sezione della cantina di Dolcè con pannelli solari, buona parte dell’energia della cantina proviene dalle pale eoliche che si affacciano sui nostri vigneti in Valdadige.

Le spese energetiche maggiori in cantina riguardano temperatura e refrigerazione. Nel corso dell’ultimo quinquennio la scelta aziendale è stata quella di investire in tre processi produttivi in cui poter vedere risultati notevoli e concreti sul risparmio di energia.

  • L’acquisto di un impianto per la stabilizzazione tartarica, necessaria per garantire vini di alta qualità ed eccellenza degustativa. Una sofisticata tecnologia elettrochimica sfrutta resine rigenerabili e struttura la propria azione su variazioni di temperatura, consentendoci un recupero al 95% delle frigorie.
  • Ripristino totale delle coibentazioni sulle tubature del trasporto di liquidi refrigeranti in modo da azzerare le dispersioni termiche.
  • Ammodernamento dell’impianto frigorifero con l’obiettivo di riciclare totalmente il calore sviluppato in seguito al processo di raffreddamento e riutilizzarlo come fonte in altri reparti di lavorazione.

 

Risparmio energetico e integrazione paesaggistica: come coniugare sapere architettonico e visione

Il recupero non è circoscritto alle pratiche e ai macchinari utilizzati in Valdadige. anche nella cantina di Marano di Valpolicella abbiamo effettuato un impiego virtuoso di materiali naturali e inclusione nel contesto territoriale che accoglie la nostra cantina, situata sulle più alte colline della Valpolicella Classica.

 

Anche qui la temperatura gioca un ruolo importante nell’abbattere i consumi energetici. Riscaldamento e raffrescamento avvengono naturalmente grazie al terreno vulcanico in cui è scavata la struttura: un alleato prezioso e unico nel mantenere il calore e il freddo adeguati alleggerendo il dispendio di energia.

 

Così come la roccia, anche la terrazza panoramica sul tetto della cantina, insieme al rosmarino selvatico e all’edera che crescono e rivestono le pareti, sono coinvolti nel regolare la temperatura. Fungono da “coperta” all’architettura in pietra locale di Prun e dolomia dalla Valle dell’Adige, legno e Corten e sintetizzano una filosofia basata su risparmio energetico e armonia paesaggistica.

 

L’innovazione in cantina: una visione che ripaga nel tempo

I passi decisivi mossi verso l’innovazione in cantina, la ricerca e l’attenzione dedicate a miglioramenti vitivinicoli virtuosi in campagna e in cantina ci permettono oggi di essere fieri del risparmio energetico ottenuto.

Come colonna portante dell’economia italiana, il settore vitivinicolo deve impegnarsi ogni giorno nel trasformarsi e ridisegnare il proprio ruolo abbattendo i consumi: un obbligo morale verso la terra e verso il domani.