Il Monte Baldo trentino: un dialogo tra viticoltura e paesaggio di montagna
Sommario
Lo scorso 11 ottobre 2024, nella suggestiva cornice di Palazzo Eccheli-Baisi a Brentonico, si è svolta una giornata di approfondimento con protagonisti il Monte Baldo e la viticoltura di montagna. Questo evento ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra aziende ed esperti del settore, sottolineando la possibilità di un dialogo virtuoso tra viticoltura e paesaggio montano, con particolare attenzione all’areale del Monte Baldo. Noto come il giardino botanico d’Europa per le sue oltre 1660 specie vegetali, questo territorio ricco di biodiversità è compreso tra diversi comuni del Garda e della Vallagarina.
Albino Armani – ideatore e promotore del convegno – è stato uno dei primi a credere nel potenziale viticolo della zona. Nel suo discorso introduttivo ha evidenziato l’importanza di creare sinergie tra le realtà locali per costruire un modello che valorizzi il territorio in maniera sostenibile. Da sempre legato alla tradizione agricola della Vallagarina, Armani ha espresso in modo appassionato il suo attaccamento alla terra e alla comunità, affermando:
“La territorialità è per me un elemento fondamentale. Quello che mi appassiona di più è vedere come il vino diventi uno strumento per dare voce alle collettività. Per me il vino non è solo il prodotto finale, ma la manifestazione visibile di un mondo complesso che lo sostiene.”
I protagonisti del convegno
La voce che ha accompagnato la giornata è quella di Sissi Baratella – enologa e degustatrice per DoctorWine –, la quale ha saputo sottolineare come oltre alle caratteristiche proprie dell’area in cui ci troviamo è poi fondamentale la mano dell’uomo dove la scelta di un metodo non può che influire sull’operato, svelando lo stile stesso della cantina.
Gli interventi tecnici e storici sono stati affidati a illustri relatori, tra cui il professor Attilio Scienza, uno dei massimi esperti mondiali di viticoltura; Andrea Faustini, enologo, coordinatore e responsabile scientifico del team agronomico di Cavit; Duilio Porro, parte del Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Edmund Mach. Nella seconda parte la parola è passata ad Alessandro De Bertolini – della Fondazione Museo Storico del Trentino –, Gianluca Telloli – responsabile Ricerca e Sviluppo di Proposta Vini – e Michael Hock – enologo della Cantina St. Jodern Kellerei –, in collegamento dalla regione del Vallese.
Tra i presenti anche gli altri attori del mondo vinicolo del territorio, quali le aziende agricole Foradori e Sondelaite, Ferrari Trento e Cantina Endrizzi, intervenuti al convegno raccontando le loro prospettive per il futuro in un momento di dibattito conclusivo condotto dalla Donna del Vino e formatrice professionista Rosaria Benedetti.
La vocazione viticola del Monte Baldo
Durante la prima parte gli esperti Scienza, Faustini e Porro hanno esplorato, attraverso visioni differenti, le caratteristiche uniche del Monte Baldo per la coltivazione della vite.
Attilio Scienza ha spiegato come la vocazione di un territorio possa evolvere nel tempo, adattandosi ai cambiamenti climatici e sociali. Oggi, l’altitudine è un elemento fondamentale per affrontare le sfide legate alla viticoltura, e il Monte Baldo, con il suo particolare pedoclima e l’effetto dolina, offre un ambiente ideale per la produzione di vini di qualità, soprattutto spumanti.
Andrea Faustini ha poi portato a confronto le caratteristiche viticole del Baldo e quelle della Valle di Cavedine e della Val di Cembra, evidenziando analogie significative in termini di altimetria, vitigni e maturazione del frutto.
In ultimo, Duilio Porro ha approfondito l’influenza del suolo sulla pianta, sottolineando la ricchezza geologica del Baldo le cui caratteristiche, con presenza di rocce sedimentarie quali calcare, dolomia, scaglia rossa e basalto, contribuiscono ulteriormente alla qualità e all’unicità del prodotto.
Il “Modello Brentonico”: custodire il territorio
Nella seconda parte sono stati approfonditi i temi legati all’integrazione sana, equilibrata e sostenibile della viticoltura nel paesaggio montano, prendendo in esame l’esempio virtuoso della regione vinicola svizzera del Vallese.
Il primo intervento è quello di Albino Armani, che ha illustrato il suo progetto di creare un “Modello Brentonico” in cui la viticoltura diventi una risorsa chiave per lo sviluppo economico del territorio senza compromettere l’integrità del paesaggio. Questa visione si fonda su pratiche agricole sostenibili e su una gestione responsabile, con particolare attenzione alla tutela della biodiversità.
L’intervento di Alessandro De Bertolini ha avuto come protagonista il contadino in quanto costruttore di paesaggi agricoli: grazie alla sua figura l’ambiente naturale è diventato negli anni paesaggio culturale, in un’opera di addomesticamento necessario della natura circostante.
Gianluca Telloli, in conversazione con Michael Hock, ha costruito un parallelo tra l’esperienza del Monte Baldo e quella del Vallese in Svizzera, testimonianza di integrazione armonica tra vite e paesaggio. L’approccio olistico del Vallese, che include innovazione e tradizione, offre spunti significativi per il futuro della viticoltura sull’altopiano di Brentonico.
Conclusioni
La viticoltura del Monte Baldo trentino, con le sue peculiarità qualitative, rappresenta un’opportunità unica per costruire un nuovo modello sostenibile che metta al centro il rispetto del territorio e delle comunità locali. Il Baldo enoico potrebbe diventare un vero “laboratorio sensoriale”, ridando forza al concetto stesso di vino autentico.
La volontà comune emersa dal convegno è quella di riaprire il dibattito entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di creare un tavolo di lavoro collettivo che coinvolga non solo le aziende vinicole, ma anche le amministrazioni e gli abitanti del territorio, per un futuro in cui viticoltura e paesaggio possano coesistere in armonia.
Fonti:
- https://www.doctorwine.wine/pot-pourri/enomondo-news/dialogo-tra-viticoltura-e-paesaggio-di-montagna/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR1VfiP2-y6aUBVWwQGmWNUy1d4U6nBeYQyAlvYZTdHJQAwEqjAN7qY6buc_aem_p5GKiIpKTrCGbkOzO2L5Jw
- https://www.vinoway.com/vino/interviste/albino-armani-creiamo-in-sinergia-un-modello-brentonico/
- https://winenews.it/it/il-monte-baldo-e-un-nuovo-modello-di-espansione-della-viticoltura-in-altitudine-in-risposta-al-clima_538944/
- https://www.ildolomiti.it//altra-montagna/attualit%C3%A0/2024/con-i-cambiamenti-climatici-le-vigne-salgono-di-quota-e-sul-monte-baldo-si-lavora-a-nuove-variet%C3%A0-produzioni-e-forse-a-un-marchio-unico
- https://www.ladigetto.it/rubriche/gourmet/149926-il-baldo-e-le-viti%2C-vocazione-antica-–-di-giuseppe-casagrande.html
- https://vigneviniequalita.edagricole.it/attualita-news/viticoltura-e-paesaggio-di-montagna-dialogano-sul-monte-baldo/
- https://www.egnews.it/il-baldo-le-viti-il-terroir-una-vocazione-antica/
- https://www.ladigetto.it/rubriche/gourmet/149926-il-baldo-e-le-viti%2C-vocazione-antica-%E2%80%93-di-giuseppe-casagrande.html
- https://www.igrandivini.com/news/monte-baldo-trentino-viticoltura-e-paesaggio-di-montagna-a-confronto/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR2U6FUUJKs828XAzyujJSqlLwgytHXhVD2O_vnDnAcdiJRIh5APTUKkJ4E_aem_zIaLhyzGPIUprMndztD1fw