Gli spumanti di montagna di Albino Armani: identità, quota e rispetto per l’ambiente
Sommario
La 58ª edizione di Vinitaly è stata la cornice ideale per la presentazione della nuova annata del Trento doc Clé Dosaggio Zero 2021 e del nuovo millesimo Riserva 2019.
Durante la manifestazione veronese, la realtà vitivinicola Albino Armani ha raccontato le ultime novità. In oltre quattro secoli di storia, il legame tra la montagna e la famiglia Armani si è sempre mantenuto profondo e sincero.
La spumantistica in quota ne è l’espressione più coerente: una vera e propria filosofia produttiva che accomuna tutta la produzione triveneta firmata Albino Armani Nel Vino dal 1607.
Un approccio singolare che richiede rigore, attenzione e rispetto per un ambiente che non concede scorciatoie e che, proprio per questo, sa restituire vini di grande identità.
Si tratta di una visione che trova la sua espressione più significativa sull’Altopiano di Brentonico, alle pendici del Monte Baldo, dove i vigneti allevati a pergola trentina si estendono fino a superare gli 800 metri di altitudine. Qui, su suoli magri, basaltici e ricchi di scheletro, si creano condizioni ideali per la produzione di spumanti di grande fascino.
Trento doc Clé Dosaggio Zero 2021
Nate su terreni d’altura ricchi di basalto e calcare, le uve di Chardonnay e Pinot Nero si fondono in un abile equilibrio per dare vita a uno spumante elegante e indimenticabile, espressione autentica della viticoltura di montagna.
Il Dosaggio Zero è una dichiarazione di coerenza: senza l’aggiunta di liqueur d’expédition, esprime ciò che il territorio vuole raccontare senza mediazioni.
Nel calice il vino si presenta con un colore giallo paglierino vivo e intenso, attraversato da un perlage fitto, fine e straordinariamente persistente. Al naso rivela una trama aromatica nitida e di grande finezza, dove le note fresche e fruttate di agrumi e sfumature di miele si intrecciano alla fragranza tipica del lievito. Al palato si esprime con struttura equilibrata, spiccata tensione e marcata verticalità.
Trento DOC Clé Riserva 2019
La Riserva nasce dalla stessa vigna e dalla medesima filosofia del Clé, ma aggiunge all’equazione una variabile preziosa: il Tempo. Frutto di una selezione di uve Chardonnay e Pinot Nero coltivate sull’Altopiano di Brentonico alle pendici del Monte Baldo, questo spumante d’altura riposa sui lieviti per ben 60 mesi. Un lungo sonno che regala una complessità e una pienezza straordinarie, elevando il potenziale evolutivo del vino ben oltre i tempi canonici.
Nel calice si distingue per una raffinata rotondità, svelando un bouquet ricco di note floreali, agrumi canditi e sfumature evolute di crosta di pane, pasticceria e nocciola. Al palato è consistente, sapido e di estrema finezza; la scelta del Dosaggio Zero ne preserva l’identità più pura, lasciando che la mineralità della roccia basaltica si esprima senza mediazioni. Un vino di grande verticalità ed eleganza, che richiede, e merita, di essere aspettato.
Conclusioni
In occasione del recente Vinitaly 2026, la realtà vitivinicola Albino Armani ha confermato, ancora una volta, la propria vocazione: dare vita a vini capaci di farsi custodi del territorio e di sfidare il tempo.
Un’ambizione profonda, che affonda le radici in oltre quattro secoli di storia viticola e che nel Trento doc Clé Dosaggio Zero 2021 e nel Clé Riserva 2019 trova oggi l’espressione più alta: quella di chi sa ascoltare la montagna e aspettare, in quota, che il tempo compia il capolavoro.