Vini di montagna: in arrivo la riserva di Albino Armani
Su Wine Stop&Go la giornalista ed esperta di vino Francesca Fiocchi dedica un articolo alla sua recente visita allo stand di Albino Armani durante il Vinitaly 2023.
Al Vinitaly non poteva mancare un passaggio da Albino Armani (viticoltori dal 1607) per un’esperienza degustativa ad ampio raggio che spazia dalla Valle dell’Adige al Veneto al Friuli Venezia Giulia. L’occasione è il lancio della Riserva sessanta mesi sui lieviti del Metodo classico Clè, annata 2016, da base Chardonnay e Pinot nero. Solo mille bottiglie. L’obiettivo dell’azienda è allungare gli affinamenti, sperimentando come poche altre.
Sono vini di montagna e come tali hanno un fascino innegabile e una beva molto riconoscibile. La montagna è un descrittore, o meglio è il descrittore principale.
Nel bicchiere un Trento Doc dosaggio zero di assoluto interesse, meno tagliente e verticale del Clè (che con l’ultimo imbottigliamento ha raggiunto i quarantotto mesi sui lieviti), più carnoso.
Il territorio è quello del monte Baldo, l’alta montagna trentina di quota, con i suoi inconfondibili terreni basaltici e calcarei, terra nera e bianca a contrasto. Otto ettari totali di viticoltura, di cui due dedicati al progetto Riserva, il resto è diviso tra Clè da affinamento tradizionale e Gewurztraminer. Il Pinot nero coltivato è riservato tutto alla base spumante.