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Albino Armani

Albino Armani diploma accademico italiano della vite e del vino

Albino Armani, produttore originario della Vallagarina che ha fatto della cura e della valorizzazione del suo territorio la sua missione, ha ricevuto il Diploma di Accademico Italiano della Vite e del Vino nel corso di una cerimonia informale svoltasi presso la sua Tenuta di Marano di Valpolicella.

 

Un prestigioso riconoscimento riservato a personalità rilevanti del panorama vitivinicolo italiano che si sono distinte per studi, ricerche e discussioni sui maggiori problemi concernenti la vite e il vino, che hanno saputo promuovere il progresso della viticoltura e lo sviluppo dell’enologia e che, quindi, attesta il contributo importante che Albino Armani ha saputo dare al comparto nel corso della sua lunga attività.

 

Il nome Albino Armani affonda le sue radici in oltre quattrocento anni di storia, di vigna e di passione per il vino. Sin dai suoi albori l’azienda familiare, che oggi conta cinque tenute di proprietà per un totale di circa 380 ettari di vigneto distribuiti fra Veneto, Trentino e Friuli-Venezia Giulia, ha guardato con favore alla crescita e al sostegno della viticoltura, mantenendo sempre uno sguardo attento alla tutela e alla conservazione del territorio.

 

A testimoniarlo diversi progetti, studi e sperimentazioni portati avanti individualmente o in collaborazione con noti istituti e centri di ricerca, come il lavoro di recupero delle varietà autoctone antiche della Valdadige svolto con la Fondazione Mach di San Michele all’Adige che ha restituito una collezione di 13 vitigni reliquia appartenuti al patrimonio ampelografico della Vallagarina e che permette oggi di godere di vini straordinari come il Casetta (o Foja Tonda).

 

O ancora gli studi con il geologo Guido Gonzato volti ad individuare le aree più vocate allo stile aziendale che hanno portato all’odierna mappatura dei suoli che descrive quella di Marano come l’unica sottozona della Denominazione ad avere terreni a carattere vulcanico o, per chiudere, l’attrazione per le varietà indigene e ormai dimenticate dell’Alta Grave Friulana come lo Sciaglin e il Piculit Neri protagonisti dell’ultimo progetto di rafforzamento identitario della regione vinicola.

 

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Ne hanno parlato anche Wine Couture e Primoweb.

 

Questo, invece, l’articolo presente su L’Arena di Verona.

Accademico Italiano della Vite e del Vino Albino Armani L'Arena