01/06/2007

 

TERRADEIFORTI: UN PROGETTO DI TERRITORIO

di Paolo Castelletti

"Terradeiforti" prima ancora d’essere progetto vitivinicolo, vuole essere un progetto di territorio, in grado di dare prospettiva, anche economica, ad un’area che paga ritardi strutturali e di sistema.

La vigna e il vino sono gli elementi fortemente caratterizzanti questo territorio, elementi che accomunano uomini e strutture economiche ed è logico che proprio dal vino si dovesse partire.

La nuova DOC vuole avere proprio questo ruolo: non solo "esprimere" le eccellenze vinicole, ma ridare una maggiore identità ad un’area divisa da confini amministrativi (Trento/Verona, Veneto/Trentino Alto Adige), dagli ambiti territoriali locali, a sinistra e destra Adige, suddivisa molte volte dagli uomini più che dai progetti, che sono spesso mancati. Area a servizio sempre di qualcun altro, che nei lustri ha perso, anche dal punto di vista enoico, la propria identità ed ha disperso l'antico patrimonio varietale che la caratterizzava in maniera inequivocabile. Invece di proseguire per la strada del miglioramento qualitativo incentrato sulla forte caratterizzazione dei suoi vitigni autoctoni, ha "scelto" di fare quello che gli veniva "imposto" da altri.

Potreste immaginare una "Valpolicella" senza gli autoctoni corvina e rondinella o "Soave senza la garganega. Si è mai sognato qualcuno, anche nei momenti di crisi economica più importanti (e ce ne sono stati molti), di "pensare" ad un Barolo senza il suo vitigno nebbiolo (magari sostituito da un Cabernet sauvignon) o un Chianti senza il Sangiovese? Direi proprio di no!

Noi invece siamo riusciti in questa impresa. Qualcuno ci assicurerà che bisogna -“ piantare quello che rende di più" - o -“quello che ci chiede il mercato"-. Certo che con questa logica non esisterebbero più il "Chianti" o il "Valpolicella", ma neanche un "Bordeaux" o un "Borgogna", tutte denominazioni impostate su vitigni anticamente coltivati in quelle zone.

Solo una piccola osservazione. Nel 1950 questo territorio esprimeva il 95% di vitigni a bacca nera, dei quali il 61,5% era rappresentato da due vitigni: il "lambrusco a foglia frastagliata" (ora ribattezzato Enantio) e il Casetta conosciuto anche come "lambrusco a foglia rotonda",

Già in quell’anno il Comitato vitivinicolo della provincia di Trento indicava come indirizzavo di sviluppo di quest’area, -“ il mantenimento di quest’ indirizzo varietale (Enantio e Casetta) e l'eventuale inserimento del "Borgogna bianco", ovvero il pinot biancolchardonnay e del rulaender, ovvero del Pinot grigio”-.

In sostanza quello che è stato fatto cinquantacinque anni dopo con l'approvazione del disciplinare di produzione della DOC "Terradeiforti".

Altro riferimento importante che si rileva nel documento di programmazione del Comitato: nel 1950, quest’ambito viticolo - "per entità e qualità del prodotto, per l'altro grado d’intensificazione colturale (monocoltura) e specializzazione raggiunta, è indubbiamente, dopo il Campo Rotaliano, la più importante zona viticola del Trentino"- .

Terradeiforti nasce, come sottolineato in premessa, anche come progetto di sviluppo economico-sociale, poiché è ancora oggi valle dalle infinite e inespresse potenzialità. Porta e naturale accesso tra lo splendore luminoso della pianura veronese ed un primo assaggio alpino…E che assaggio! Solco vallivo geologicamente unico per la sua trasversalità rispetto alle Alpi, segnato, disegnato e dominato dall'Adige, naturale cammino d'acqua. Percorrendo senza fretta, in maniera misurata, questa via aperta dal fiume è possibile cogliere l'anima dei luoghi: quell’antica delle ere geologiche e quella successiva dell'uomo, dei suoi borghi, delle migrazioni in cerca di sole, dei pellegrinaggi in cerca di spiritualità, dei commerci tra le brumose pianure danubiane e le solatie terre padano-mediterranee.

Ancora oggi è immatura per il territorio, purtroppo, la capacità di attrarre e trattenere coloro che lo attraversano, rendendolo intensamente vissuto, procurando, nel contempo, ricchezza primaria o complementare per i residenti.

Tuttora è verosimile rappresentare questa Valle come "armonioso insieme di diversità" delineando ed esplicitando una formula compromissoria per interpretarne, manifestandone, valenze e potenzialità.

Terradeiforti rappresenta una parte importante della Vallagarina, valle che naturalmente e geograficamente racchiude tra due porte - "quel territorio confinante a nord col Murazzo, a sud con la Chiusa veronese, anche se oggi divisa da confini amministrativi.  Relativamente al progetto in atto, l'interesse, per la parte trentina, è circoscritto al solo territorio amministrativo di Avio, con un coinvolgimento di Brentonico, il più importante dei comuni montani sul Baldo, nonché capofila di una promettente e lungimirante azione di valorizzazione delle peculiarità baldensi ed anche Ala che, per l'importanza socio- economica e le iniziative di carattere turistico, potrà rivestire un ruolo decisivo nel progetto TERRADEIFORTI.

Tre sono le comunità di parte Veronese con i Comuni di Brentino-Belluno, Dolcè e la storica Rivoli, con un’entroterra più vasto che spazia dal monte al piano.

I confini del resto sono un punto debole per questa valle, tanto da definirli "confini violati” essendo mutati per molte volte nel corso della storia particolarmente anche grazie "all' aiuto" di irrequieta nobiltà locale costì insediata.

Alla morfologia del territorio, che indica nel passaggio tra la Vallagarina e l'inizio della pianura un notevole punto di discontinuità geografica, si aggiunge quindi il punto di vista storico, culturale ed economico che ne conferma il carattere di frontiera. E' calzante '"fotografare" la Bassa Vallagarina e quindi la Terradeiforti, come zona di frontiera talvolta troppo lontana dal centro e spesso contesa tra culture in conflitto; area ricca di diversità, ma sempre alla ricerca di una propria distinzione e di una spendi bile identità.

La crescita sociale e culturale di una comunità non può prescindere da un robusto processo di sviluppo economico. Questo vale particolarmente per Terradeiforti che deve darsi nuovo slancio e affrontare dinamicamente i rapidi mutamenti in atto nello scenario economico nazionale ed internazionale.

Rispetto alla consuetudine della programmazione settoriale o comunale degli interventi in campo economico, sociale e territoriale, diventa indispensabile affrontare la questione dello sviluppo e della crescita di questo lembo di valle in un modo diverso, ponendo l'attenzione tanto ai problemi specifici delle distinte municipalità, quanto alla crescita unitaria ed economica dell'intera comunità della Terradeiforti, area in via di lenta ma significativa, trasformazione.

Suoi obiettivi generali sono sostanziosamente quattro:

  • Rafforzare e rivitalizzare la struttura economica e sociale esistente
  • Migliorare la "qualità della vita" della popolazione e sostenere il suo radicamento al territorio
  • Promuovere una nuova concezione di territorio allargato (Terra dei Forti), territorio permeabile e unitario (in termini funzionali, culturali, territoriali) a partire dai suoi incontrovertibili caratteri di omogeneità ambientale, ma al tempo stesso caratterizzato dall'identità dei suoi borghi
  • Trasformare la Terra dei Forti da zona di "frontiera", di periferia e confine, in cerniera: scambio e collegamento privilegiato tra due grandi aree.

 

Questi scopi generali s’intrecciano reciprocamente in quello unico e centrale che normalmente, è chiamato "sviluppo sostenibile" di un territorio, e allo stesso tempo si articolano in obiettivi operativi più specifici sempre profondamente correlati.

In altre parole l'obiettivo primo diventa individuare linee di crescita economica, sociale e civile legate inscindibilmente al territorio e che ne assicurino la fruibilità delle sue risorse, che ne esprimano appieno le sue potenzialità, conferendo caratteri di competitività all'intero sistema territoriale a vantaggio delle comunità residenti e anche dei suoi visitatori.

 

Diventa necessità per la Valle trovare una sua caratterizzazione, una identità propria nello sviluppo economico-sociale, senza sentimenti di inferiorità o distorta competizione con altre zone; identità propria che dia obiettivo e indirizzo ad ogni momento di programmazione e sia punto di partenza per un piano di investimento speciale e trasversale ad ogni settore (sviluppo integrale del territorio). Identità di Valle che riconosca nell'offerta di territorio, nelle sue varie forme ed aspetti, una importanza strategica, sia dal punto di vista economico che della salvaguardia dell'ambiente.

Il progetto, come detto, mira al raggiungimento, nel medio periodo, di un più alto livello di sviluppo economico incentrato prevalentemente su un filone agricolo-artigianale, naturalistico-turistico e culturale.

L’obiettivo si realizza attraverso il "fare sistema" tra tutte le forze territoriali, sia pubbliche sia private, e rappresenta, anche a prescindere della visione progettuale in oggetto, un modo di gestire e amministrare il territorio: la capacità di porre in relazione i vari soggetti si traduce, alla fine, in un notevole punto di forza, un valore aggiunto per tutte le attività presenti sul territorio.