CONFRONTO TRA VARI METODI TECNICI PER L'OTTENIMENTO DI GRAPPOLI DI PINOT GRIGIO, PINOT BIANCO, PINOT NERO E TRAMINER AROMATICO, MENO COMPATTI |
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Ecco come si presentano i grappoli di Pinot grigio, circa 20 giorni dopo la fioritura, senza alcun intervento tecnico.
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Premessa La produzione di uva in Friuli, nella zona del vino Grave doc in particolare, si caratterizza per la forte presenza di Pinot grigio, Pinot bianco e, dall’ultimo decennio, di Traminer aromatico e di Pinot nero. Sono vitigni di grande pregio, conosciuti in tutto il mondo e particolarmente apprezzati soprattutto nelle aree pedemontane e di alta collina, cioè in zone caratterizzate da una forte escursione termica (differenza di temperatura media tra giorno e notte) in fase di maturazione dei grappoli. Accanto ai tantissimi pregi viticoli ed enologici, queste varietà presentano anche alcuni difetti, in particolare la loro sensibilità ai marciumi dovuta alla forte compattezza del grappolo, soprattutto per alcune selezioni clonali, con terreni fertili e in annate particolarmente piovose. I marciumi del grappolo, da attacchi di botrite in particolare, significano vini di qualità inferiore, sia per i problemi di stabilità che per la loro durata. Le sperimentazioni attuate in Trentino–Alto Adige L’uso delle gibberelline, pur se interessante e assolutamente naturale, come hanno dimostrato numerose esperienze in Trentino, si dimostra difficoltoso, sia nell’impostazione delle dosi ottimali sia, soprattutto, nella scelta del momento più efficace. Certamente più semplice, seppure più costosa, è la tecnica di defogliazione, meccanica o manuale, caratterizzata dall’intervento in piena fioritura, almeno su un lato del filare, allo scopo di contenere la percentuale di fecondazione e di allegagione dei fiori, oltre a pulire l’intero grappolo dai residui fiorali. |
La prevenzione della compattezza del grappolo Con le uve da tavola, la minore compattezza del grappolo si ottiene col diradamento degli acini, una pratica molto impegnativa e costosa, improponibile per l’uva da vino. Per le varietà di uva da vino, oltre alla scelta di combinazioni d’innesto meno vigorose, di cloni dotati di grappoli più spargoli e di tecniche colturali volte a ricercare un buon equilibrio della pianta, si sono sperimentate alcune tecniche in grado di raggiungere lo scopo. In particolare, due sono le pratiche che hanno mostrato i risultati più interessanti:
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Defogliatrice meccanica al lavoro nei vigneti di Albino Armani a Sequals. Si noti anche la copertura laterale dei filari con reti antigrandine allo scopo di prevenire i danni da grandine.
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L’uso della macchina defogliatrice a Sequals
Per impostare il lavoro ci si è avvalsi della macchina defogliatrice dell’azienda Armani, della ditta Olmi, caratterizzata da una potente ventola in grado di convogliare aria compressa in tubi girevoli i quali, in prossimità di specifiche aperture sulla testata di lavoro, colpiscono la ristretta fascia attorno ai grappoli provocando il distacco delle foglie limitrofe, quindi quelle più vecchie e ormai dotate di poca efficienza fotosintetica. Come hanno dimostrato anche le sperimentazioni in Alto Adige, il momento migliore per questo intervento cade nella fase di piena fioritura, cioè nel momento in cui delle centinai di fiori presenti sul grappolo solo il 20-25% dovrà essere fecondato al fine di garantire la formazione di grappoli regolari. |
Grappoli di Pinot grigio, sempre a circa 20 giorni dopo la fioritura, ma a seguito dell’intervento con defogliatrice meccanica in fase di piena fioritura.
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Risultati Come si evince dalle immagini sa sinistra, a distanza di due-tre settimane dall’intervento i grappoli evidenziavano già una netta differenza. Infatti lungo i filari defogliati alla fioritura, per il Pinot grigio e il Pinot nero in particolare, i grappoli risultano più spargoli, con acini leggermente più piccoli, quindi in condizioni migliori per la prevenzione dei danni da marciume. Come ha dimostrato l’esperienza del 2006, in estate, in particolare con stagione asciutta e abbastanza calda, le differenze permangono e in fase di maturazione e in vendemmia i risultati sono perfettamente visibili. Oltre ai risultati tecnici, va evidenziato anche il minor consumo di prodotti antibotritici, che permette sia un buon contenimento dei costi, sia una maggiore tutela ambientale. |