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| Il casetta , vitigno ritrovato |
Presente da tempi immemorabili nella parte meridionale della Vallagarina, questo vitigno deve il suo nome all’antico soprannome di una famiglia di Marani (una fraz. del comune di Ala, TN); per questo motivo è noto anche come maranela.
Secondo l’ “Indirizzo Viticolo” del Comitato Viticolo trentino del 1954, il casetta, chiamato anche lambrusco a foglia tonda, “è un vitigno a se, che non ha nulla a che fare con le famiglie dei Lambrusche, presentando esso inconfondibili caratteristiche, proprie di alcune varietà pregiate di origine bordolese”.
I cosiddetti lambruschi (sia a foglia frastagliata, ovvero l’enantio, che a foglia tonda, ovvero il casetta) furono intensamente coltivati in Trentino (più l’enantio del casetta) fino agli inizi degli anni ’70; nel 1975 però molte varietà appartenenti al gruppo dei “misti rossi” – negrara, rossara, lambrusco maestri, lo stesso casetta – vennero cancellati dalla lista dei vitigni autorizzati.
Le motivazioni che portarono all’eliminazione quasi totale del casetta furono la sua grande adattabilità alla sofisticazione dei vini e la sensibilità a malattie fungine (ha una buccia molto sottile e facilmente attaccabile), ma anche la crescente diffusione di altri vitigni a bacca rossa (carmenere, merlot, teroldego) e bianca (pinot grigio e chardonnay).
A partire dagli inizi degli anni ’90 l’assessorato all’agricoltura della prov. di Trento e l’Istituto agrario di S.Michele all’Adige iniziarono un programma di lavoro volto all’individuazione sul territorio provinciale di vecchie varietà di vite ancora coltivate in piccoli appezzamenti, in modo da evitare pericolose erosioni della piattaforma ampelografica trentina.
Fu così che il casetta venne posto tra le varietà da recuperare.
Al momento è presente su piccole superfici di vigneti vecchi di 40-70 anni, lungo tutta la Vallagarina, nella zona sud del Trentino e dell’alto Veronese, allevata sulle colline ai fianchi dell’ Adige.
IL FOJA TONDA® DI ALBINO ARMANI
Albino Armani si occupa del casetta da quasi vent’anni: la sua infatti è un’operazione di recupero che affonda nei ricordi d’infanzia, di quando da bambino vedeva arrivare in cantina carri pieni di uva. Alla sua domanda su che uva fosse, si sentiva rispondere che era “foja tonda”.
Le prime micro-vinificazioni di casetta in azienda Armani risalgono al 1988; la prima bottiglia di “Foja Tonda” – in uvaggio con merlot – è del 1994.
1997: inizio lavori di selezione massale (durati 3 anni)
2000: messa a dimora delle barbatelle e presentazione dei lavori sul DNA e i lisoenzimi. Produzione della prima bottiglia di Foja Tonda - casetta in purezza
2002: iscrizione al registro nazionale delle varietà di vite.
Maggio 2006: riconoscimento della Doc Terradeiforti Valdadige. Anche il casetta è Doc.
Il casetta è ancora oggi allevato a pergola in “archeo-vigneti”; spesso franco di piede per la mancanza di barbatelle innestate, viene ancora riprodotta per "propaggine" interrando un tralcio della vite vicina (“trattora”)
Uva generosa in colore e struttura, viene vinificata con brevi follature iniziali per trattare dolcemente i tannini; dopo aver tolto gran parte dei vinaccioli prosegue la fermentazione a 24°C; la vinaccia macera nel vino per tre giorni, dopo pressatura soffice viene aggiunto il torchiato.